Cos’è il Disaster Recovery: proteggere la tua azienda in caso di emergenza e raggiungere la Business Continuity

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Fermati un minuto e pensa a cosa succederebbe se l’infrastruttura informatica della tua azienda si fermasse, senza preavviso, il Lunedì mattina e magari con un’importante deadline durante la settimana. Costi ingenti, danno di immagine, dati persi, clienti persi sono solo alcune delle conseguenze drastiche che potrebbe avere un fermo azienda.

Come prevenire che la tua azienda si fermi

La tecnologia per evitare tutto questo oggi c’è, e si chiama Disaster Recovery as a Service. Come accade per le linee dell’energia elettrica o per i paracaduti di emergenza, pronti ad intervenire, appunto, in caso di emergenza, è possibile ridondare anche l’intera infrastruttura informatica, dai server ai client di tutti gli impiegati. Non (solo) in locale, ma in cloud: tutti i server (con sistema operativo, applicazioni e dati) della tua azienda possono essere replicati all’interno dei nostri datacenter. Così, per qualunque tipologia di disastro che implichi la non disponibilità dei server in locale, verrà automaticamente attivata (in massimo 15 minuti) la replica in cloud dello stesso server non più disponibile in locale, e tutti gli impiegati potranno riprendere il lavoro come se nulla fosse successo.

Parallelamente, il responsabile IT e T-Consulting potranno cooperare per ripristinare il sistema in locale, senza ansia da “downtime” perché l’azienda avrà già ripreso le attività in 15 minuti dopo il disastro. Sembra troppo bello per essere vero, ma è davvero così: grazie a tecnologie come la virtualizzazione e il cloud, tutto ciò è possibile, senza frizioni e senza la necessità di alcun tipo di intervento manuale; il sistema di Disaster Recovery è completamente automatico. Quando l’operatività locale sarà ripristinata, gli utenti torneranno a lavorare sul server in locale, in maniera completamente trasparente.

Quanto costa rinunciare alla Business Continuity?

I clienti danno per scontato che l’azienda sia sempre operativa, le applicazioni mission-critical siano sempre operative e l’infrastruttura informatica sia quindi invincibile. Consapevoli del fatto che diversi fattori (interni ed esterni) possano influenzare (o annullare) queste condizioni, dobbiamo adottare soluzioni in grado di rispettare le aspettative dei nostri clienti. Certo, puoi evitare di prevenire e correre ai ripari su effettiva necessità. Ma quanto ti costerebbe?

  • Da una giornata a 2 settimane di fermo totale dell’azienda;
  • Il costo maggiorato della manutenzione (fuori budget), per via dell’urgenza e degli straordinari necessari per correre ai ripari;
  • La concreta possibilità di aver perso dei dati, di cui non era previsto un backup in tempo reale;
  • La riconfigurazione dei server, che può richiedere giorni e che può richiedere più interventi affinché venga ripristinata la completa operatività;
  • Danno di immagine verso i tuoi clienti, a cui dovrai spiegare che la tua azienda sarà ferma per giorni per via di un problema informatico;
  • Gli stipendi dei tuoi impiegati che non sono in grado di lavorare e quindi produrre, ma non per causa loro;
  • L’impossibilità di rispettare deadline e la necessità di dover reinvestire le risorse umane per recuperare il lavoro perduto.

Ovviamente, ad ogni specifico caso sia applicheranno una o più condizioni, ma siamo certi di essere riusciti a farti riflettere a riguardo.

Quanto costa invece raggiungere la business continuity?

Ogni azienda ha diverse complessità e diversi punti e fattori di rischio, che verranno attentamente valutati dai nostri esperti durante un primo audit. Una cosa però possiamo assicurartela già da ora: rendere la tua azienda pronta ai casi di emergenza costerà molto meno di quanto ti costerà il suo fermo; e certi punti sopra citati, come l’immagine aziendale e i dati, potrebbero essere irrecuperabili e non c’è somma di denaro che permetta di recuperarli.

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